Nota ministeriale 23 marzo 2007


Prot.n. 1552/A1

Ministero della Pubblica Istruzione - Dipartimento per l'Istruzione - Direzione Generale per lo Studente

Ai Direttori Generali degli Uffici Scolastici Regionali - LORO SEDI

Oggetto: Protocollo di intesa sul Teatro della scuola.

A undici anni dalla firma del primo protocollo d'intesa per l'educazione al teatro, siglato il 6 settembre 1995 dal MPI e dal Dipartimento dello Spettacolo, questo Ministero ha promosso un nuovo accordo sul teatro della scuola. Tale documento, che si allega in copia, è stato sottoscritto dal Ministero della Pubblica Istruzione e dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, in collaborazione con l'ETI - Ente Teatrale Italiano e AGITA - Associazione per la promozione e la ricerca della cultura teatrale nella scuola e nel sociale.

Contestualmente alla pubblicazione di tale nuova intesa, si intende riaffermare l'importanza della pratica del teatro nelle scuole di ogni ordine e grado, fornendo sull'argomento alcuni spunti di riflessione e promuovendo una iniziativa di carattere nazionale volta a valorizzare i progetti e le attività didattiche che si realizzano in tale ambito.

La galassia delle rassegne di teatro della scuola in Italia è costituita da oltre un centinaio di iniziative, omogeneamente distribuite nel Paese. Come rilevato dallo studio Geografia del teatro scuola in Italia (2001), si tratta di una realtà vasta ed eterogenea, che va da rassegne generiche a progetti mirati su temi specifici; da iniziative di respiro nazionale alle piccole ma non meno importanti vetrine locali, che offrono una preziosa occasione di visibilità all'esterno del lavoro che si svolge nelle scuole.

La funzione principale di una rassegna non è quella di premiare l'eccellenza, fatto che spesso innesca dinamiche competitive estranee agli obiettivi del teatro della scuola, ma di un confronto fra poetiche, fra itinerari educativi, didattici e di ricerca espressiva, e specialmente di dar voce alle istanze del mondo giovanile ed infantile, laddove l'adulto sappia esercitare una opportuna funzione maieutica. Inoltre, in alcune realtà la rassegna scolastica consente un approccio al teatro a fasce di pubblico, non solo giovanile, che altrimenti non lo avvicinerebbero, con un volume di utenza paragonabile a quello del teatro professionale.

A puro titolo esemplificativo, si possono citare le ormai storiche rassegne nazionali di Serra San Quirico e di Castellana Grotte, che costituiscono il nodo di una rete di rassegne locali; fra le altre giova ricordare inoltre il Palio teatrale studentesco della città di Udine, la toscana "Garibaldina", la lombarda "Teatro dei ragazzi" e la "Drammatica" di Napoli; fra quelle a tema, la rassegna organizzata dal Centro Nazionale Studi Pirandelliani di Agrigento e "Marinando", ad Ostuni, indetta dal Ministero delle Politiche agricole, sul tema del mare.

Per un elenco esauriente ed aggiornato, si rimanda al sito www.agitateatro.it, curato dalla associazione Agita, firmataria del documento sopra ricordato. Nel sito sono consultabili fonti normative, saggi e riflessioni teoriche, materiali didattici e di lavoro; sono inoltre di imminente pubblicazione i risultati di un osservatorio critico sulle rassegne italiane.

Uno sguardo d'insieme sul mondo del teatro della scuola consente di individuare, in Italia come in tutta l'Europa, alcune linee operative che s'intende, di seguito, enunciare brevemente.

Le esperienze più interessanti si configurano come laboratori di drammaturgia, ove i giovani partecipano alla costruzione e all'elaborazione scenica, informata alle dimensioni e alle caratteristiche del gruppo, a partire da opere narrative, teatrali, ma anche d'arte figurativa, da brani musicali, temi d'attualità o vicini al mondo dei bambini o dei ragazzi. Il prodotto finale non è l'obiettivo primario, ma rappresenta l'esito visibile di un percorso educativo ed espressivo, che deve coinvolgere anche e specialmente gli alunni più problematici.

In questi contesti operativi, la modalità di lavoro che consegue i risultati più felici è quella del partenariato, cioè una collaborazione organica fra l'insegnante e l'operatore teatrale, fin dal momento della progettazione: ciò consente sia la necessaria attenzione alle implicazioni pedagogiche ed educative del laboratorio scolastico, sia il rispetto e l'osservanza delle specifiche regole del linguaggio teatrale, attraverso momenti di confronto fra i due saperi, dai quali possa scaturire una progettualità attenta delle due anime, educativa ed espressiva, della pratica teatrale nella scuola.

Si riconosce, dunque, al teatro della scuola una sua ragion sufficiente, volta all'esercizio della progettualità, alla valorizzazione dei linguaggi non verbali, della socializzazione, all'integrazione dei soggetti disabili e degli stranieri.

Si rammenta infine che storiche e prestigiose riviste di teatro si occupano ormai da anni del teatro della scuola, e che anche la saggistica e l'editoria scolastica hanno recentemente prodotto testi che offrono utili supporti per un autoaggiornamento degli insegnanti (e degli operatori teatrali) sulla specificità e le modalità di approccio al teatro della scuola.

Nel rispetto dell'autonomia attribuita alle istituzioni scolastiche nella progettazione delle proprie iniziative, questa Direzione ritiene di esprimere un indirizzo di favorevole attenzione verso i temi sopra esposti. Al fine di promuovere la cultura e la pratica del teatro nelle scuole di ogni ordine e grado, è in fase di elaborazione un'iniziativa dedicata alla valorizzazione delle esperienze scolastiche di educazione alla pratica teatrale in Italia, la quale intende essere un vero e proprio "Palcoscenico del teatro della scuola italiana", le cui modalità realizzative saranno successivamente definite e rese note attraverso i canali di comunicazione istituzionali.

IL DIRETTORE GENERALE
F.to Mario G. Dutto