Siglato l'accordo sulla previdenza integrativa


 

Il 24 gennaio 2001, presso l'Aran, è stato firmato l'accordo sulla previdenza integrativa del personale scolastico dopo oltre un anno di trattativa: si tratta del primo accordo del genere nel settore del pubblico impiego.

L'accordo dovrà ora passare al vaglio della Corte dei Conti: una volta ottenuta l'autorizzazione della Corte dei Conti, e depositato lo Statuto del fondo presso un notaio, il Consiglio di Amministrazione provvisorio potrà avviare la campagna di adesione nelle scuole, verosimilmente a partire dal mese di Aprile.

L'obiettivo iniziale è quello di raggiungere almeno 30.000 adesioni entro il mese di settembre e quindi poter iniziare a operare entro il 2001.

L'attività del Fondo è rivolta a tutti i dipendenti del comparto scuola (compreso i supplenti temporanei con contratto di durata non inferiore a tre mesi continuativi) e ai dipendenti dei settori affini purché l'adesione sia prevista nei rispettivi Contratti nazionali di lavoro.

Ogni lavoratore può liberamente decidere la propria adesione al fondo pensione; alla fine del periodo di permanenza nel fondo, all'associato vengono corrisposte prestazioni pensionistiche complementari o il montante (capitale più interessi) maturato o una pensione complementare e parte del capitale.

Coloro che si iscriveranno al Fondo durante il primo anno di esercizio riceveranno dal datore di lavoro una quota doppia (2% della retribuzione utile anziché l'1%) rispetto a quella che verrà versata a regime. Coloro che si iscriveranno nel corso del secondo anno di esercizio riceveranno una quota maggiorata dello 0,5%. Queste agevolazioni sono erogate una tantum e terminano con il secondo anno di esercizio. L'1% della retribuzione utile corrisponde mediamente a circa .450.000 annue. 

I lavoratori interessati sono oltre il 60% degli insegnanti e del personale ATA, personale che si trova attualmente in regime contributivo e quindi nella condizione di aver bisogno di forme di sostegno alla pensione pubblica. E' evidente che la maggiore convenienza sarà per coloro che hanno anzianità lavorative basse e quindi una prospettiva di lunga permanenza al lavoro.

Rimandiamo al testo dell'accordo per ulteriori dettagli. (RdS)

27 gennaio 2001